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I dati dell'economia ligure - Note periodiche

In questa sezione è possibile consultare le più recenti analisi prodotte da Liguria Ricerche riguardo ai dati trimestrali e annuali di fonte ufficiale relativi ai principali aspetti dell'economia ligure e in confronto con altre realtà territoriali.

E' possibile visualizzare i grafici e le note di commento per tematica e/o per trimestre di riferimento e accedere

sia alla versione più recente delle analisi prodotte per ciascuna tematica, sia alle edizioni precedenti. Le analisi verranno periodicamente aggiornate con i dati progressivamente disponibili.

Arrivi e presenze in Liguria (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Regione Liguria
Arrivi in Liguria - Composizione per provenienza
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Regione Liguria
Presenze in Liguria - Composizione per provenienza
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Regione Liguria
14 marzo 2025

Turismo - IV trimestre 2024

Tag: turismo

 

I dati qui riportati sono di fonte Regione Liguria. È stata scelta questa fonte per l’elaborazione delle note trimestrali per garantire la migliore tempestività del dato e l’approfondimento a livello provinciale. I dati qui utilizzati fanno riferimento al report scaricato in data 4 marzo 2025.


Nel IV trimestre 2024 il settore turistico ha un andamento positivo. Nello specifico, le variazioni tendenziali dei flussi turistici mostrano un aumento sia degli arrivi (+4,0%) che delle presenze (+3,0%).

Per la componente straniera si registra un aumento sia degli arrivi (+3,8%), sia delle presenze (+5,2%). Anche le variazioni registrate dal turismo nazionale sono positive per entrambe le componenti: +4,3% per gli arrivi e +0,9% per le presenze.

A livello locale, la dinamica complessiva riferita agli arrivi è positiva in tutte le province. La crescita più intensa si rileva nella provincia della Spezia (+6,5%), seguita da Imperia (+5,7%). Nel caso delle presenze, invece, si rileva un’unica diminuzione a Savona (-3,2%), che risulta però compensata dalla crescita rilevata nelle altre tre province (+6,9% a Imperia, +4,3% a Genova, +4,4% nella Spezia).

Il settore alberghiero chiude il IV trimestre del 2024 con risultati positivi in termini sia di arrivi (+3,4%) che di presenze (+1,7%).

La permanenza media è di 2,3 notti per cliente.

A livello territoriale la dinamica positiva interessa i flussi complessivi di tutte le province liguri, ad eccezione di Savona per le presenze (-4,5%). Gli incrementi di intensità maggiore si rilevano per la provincia della Spezia, sia per gli arrivi (+11,5%) che per le presenze (+9,0%).

Nel settore extra alberghiero si registrano risultati positivi.

Nello specifico, gli arrivi aumentano del 5,8% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente e le presenze del 5,4%. Per entrambe le componenti, l’incremento registrato dal settore extra alberghiero è più intenso della corrispettiva variazione rilevata nel settore alberghiero, sebbene si tratti di valori assoluti più contenuti.

La permanenza media è più elevata di quella registrata per il settore alberghiero e risulta pari a 3,5 notti per ospite.

L’incremento dei flussi turistici extra alberghieri si rileva in tutte le province liguri, con la sola eccezione delle presenze a Savona (-0,9%). Gli incrementi di intensità maggiore si rilevano a Genova in relazione agli arrivi (+11,0%) e a Imperia per le presenze (+12,6%); gli incrementi di intensità inferiori si rilevano invece per la provincia della Spezia, sia per gli arrivi (+1,1%) che per le presenze (+0,4%).


Imprese attive in Liguria e Italia (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Movimprese (Infocamere)
Imprese attive per settore in Liguria e Italia nel IV trimestre 2024 (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Movimprese (Infocamere)
Imprese artigiane in Liguria e Italia (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Movimprese (Infocamere)
13 marzo 2025

Imprese - IV trimestre 2024

Tag: imprese

In Liguria, nel IV trimestre del 2024, persiste la lieve contrazione già rilevata nei due trimestri precedenti, attenuata rispetto all’andamento negativo registrato a partire dal I trimestre 2022: nello specifico, lo stock di imprese registrate segna una diminuzione pari a -0,2% e le imprese attive calano dello 0,1% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

La diminuzione regionale è concorde con l’andamento medio nazionale, ma meno intensa per entrambi gli stock. In Italia si osserva infatti una diminuzione dell’1,3% per le imprese registrate e dello 0,9% per quelle attive.

A livello territoriale la leggera riduzione delle imprese attive è attribuibile alle tre province di Savona (-0,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente), Genova (-0,1%) e La Spezia (-0,4%); fa eccezione la provincia di Imperia, che registra una crescita del numero di imprese attive (+0,5%).

A livello settoriale, in Liguria, le imprese attive diminuiscono nei seguenti settori: «Agricoltura» (-2,1%), «Industria in senso stretto» (-0,1%), «Commercio» (-1,9%), «Trasporti e magazzinaggio» (-0,2%), categoria residuale «Altri settori» (-45,8%).

Si rilevano invece incrementi per quanto riguarda i seguenti settori:

  • «Costruzioni»: +0,5%;
  • «Servizi di alloggio e ristorazione»: +0,7%;
  • «Altri servizi alla persona»: +0,9%;
  • «Servizi alle imprese»: +1,6%.

Il numero delle imprese a carattere artigiano è in lieve diminuzione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (-0,2% per le imprese sia registrate che attive). Per entrambi gli stock, il calo è meno intenso della corrispettiva flessione nazionale (-1,2%).

La dinamica negativa interessa maggiormente le province di Savona e La Spezia, con riferimento ad entrambi gli stock considerati; a Genova si osserva una diminuzione più lieve, in relazione ad entrambe le variabili, e a Imperia si registra invece un loro aumento.

In termini tendenziali, il tasso di artigianalità della regione rimane stabile, su un valore di 27,3%. L’indicatore rimane invariato nei settori «agricoltura», «trasporti e magazzinaggio» e «servizi alle imprese» e si riduce nei settori rimanenti.

Il settore del commercio registra un calo del numero delle imprese sia registrate che attive (rispettivamente -1,7% e -1,9%). La flessione regionale è meno intensa di quella osservata a livello nazionale per entrambi gli stock (-2,7%).

La dinamica negativa coinvolge, per entrambi gli stock, tutte le province della regione. La Spezia presenta le diminuzioni più intense sia per le imprese registrate che per le imprese attive.

In termini sub-settoriali, le imprese attive operanti nel commercio al dettaglio (escluso quello di autoveicoli e motocicli) sperimentano la contrazione più intensa (-2,4%), seguite dalle imprese operanti nel commercio all’ingrosso (escluso quello di autoveicoli e motocicli), dove la diminuzione è pari all’1,2%.

Nel IV trimestre 2024, il numero di startup innovative in Liguria aumenta del 5,1% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Aumenta anche la quota delle startup innovative sul totale nazionale (+0,28 punti percentuali).

Nello specifico, il numero di startup innovative della regione è pari a 248 unità (12° valore tra le regioni italiane). L’83,5% di esse è concentrato nella provincia di Genova, a cui seguono, per intensità decrescente, Imperia (6,5% delle unità complessive), Savona (5,2%) e La Spezia (4,8%).

Nel trimestre in esame, il numero di PMI innovative in Liguria aumenta dell’1,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Diminuisce invece la quota delle PMI innovative sul totale nazionale (-0,11 punti percentuali).

Nello specifico, il numero di PMI innovative della regione è pari a 63 unità (11° valore tra le regioni italiane). Il 93,7% di esse è concentrato nella provincia di Genova, cui seguono, per intensità decrescente, La Spezia (4,8% delle unità complessive) e Savona (1,6%). Nella provincia di Imperia non si registra alcuna PMI innovativa.

 


Occupati in Liguria e Italia (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Istat
Tasso di disoccupazione in Liguria e Italia (variazioni tendenziali in punti percentuali)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Istat
Tasso di inattività in Liguria e Italia (variazioni tendenziali in punti percentuali)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Istat
13 marzo 2025

Mercato del lavoro - III trimestre 2024

Tag: mercato del lavoro

 

I dati qui riportati fanno riferimento alla nuova serie storica pubblicata da Istat a partire dall'11 marzo 2022, a seguito della revisione della Rilevazione sulle Forze Lavoro.


Il livello dei tassi di occupazione, disoccupazione e inattività colloca la Liguria, come d’abitudine, in una posizione intermedia tra le performance del Nord-Ovest (migliori) e quelle dell’Italia nel suo complesso (peggiori).

In termini di dinamica, i tassi riferiti alla Liguria mostrano un incremento per il tasso di occupazione (+0,5 punti percentuali) e per il tasso di inattività (+0,3 punti percentuali) e una diminuzione per il tasso di disoccupazione (-1,1 punti percentuali).

L’incremento del tasso di occupazione è concorde con la crescita osservata nel Nord-Ovest e in Italia, sebbene di intensità inferiore. Anche la diminuzione del tasso di disoccupazione è concorde a quella dei contesti territoriali di riferimento. Il tasso di inattività, infine, presenta un incremento che risulta concorde con l’andamento nazionale, ma in contrasto con la diminuzione osservata nel Nord-Ovest.

Nel III trimestre 2024 in Liguria le forze lavoro rimangono stabili rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Contemporaneamente si registra un aumento della popolazione inattiva (+0,7%, equivalente a circa 5 mila unità in più).

Per quanto riguarda la forza lavoro, aumentano gli occupati (+1,2%, ossia circa 8 mila unità in più) e diminuiscono le persone in cerca di occupazione (-20,1%, ossia circa 8 mila unità in meno).

Con riferimento alla popolazione inattiva, invece, si evidenzia un aumento delle persone che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare (+18 mila unità, ossia +8,1%) e una diminuzione delle forze di lavoro potenziali (-13 mila unità, ossia -34,1%).

La dinamica positiva degli occupati (+1,2%) è attribuibile alla componente femminile (+4,3%), che compensa la diminuzione osservata per la componente maschile (-1,1%). A livello settoriale l’andamento positivo è riconducibile ai comparti dell’agricoltura (+38,6%) e dell’industria (+7,0%). All’interno del comparto dell’industria si registra un aumento degli occupati nelle costruzioni (+23,3%). I servizi presentano invece una variazione negativa (-0,6%), parzialmente compensata dall’andamento del commercio e delle attività di alloggio e ristorazione (+7,5%).

Risulta in diminuzione, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il numero degli occupati alle dipendenze (-1,8%). In questo caso la diminuzione deriva quasi esclusivamente dalla variazione dell’occupazione maschile (-3,4% rispetto al -0,1% della partizione femminile). Il numero degli occupati alle indipendenze, invece, registra una crescita (+10,7%).

Per quanto riguarda i disoccupati, il decremento è riconducibile alla diminuzione di tutte le categorie: disoccupati ex-occupati (-25,8%), disoccupati ex-inattivi (-10,8%) e disoccupati senza esperienza di lavoro (-13,2%).