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I dati dell'economia ligure - Note periodiche

In questa sezione è possibile consultare le più recenti analisi prodotte da Liguria Ricerche riguardo ai dati trimestrali e annuali di fonte ufficiale relativi ai principali aspetti dell'economia ligure e in confronto con altre realtà territoriali.

E' possibile visualizzare i grafici e le note di commento per tematica e/o per trimestre di riferimento e accedere

sia alla versione più recente delle analisi prodotte per ciascuna tematica, sia alle edizioni precedenti. Le analisi verranno periodicamente aggiornate con i dati progressivamente disponibili.

Imprese attive in Liguria e Italia (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Movimprese (Infocamere)
Imprese attive per settore in Liguria e Italia nel I trimestre 2025 (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Movimprese (Infocamere)
Imprese artigiane in Liguria e Italia (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Movimprese (Infocamere)
21 maggio 2025

Imprese - I trimestre 2025

Tag: imprese

In Liguria, nel I trimestre del 2025, si registra una lieve contrazione dello stock di imprese registrate, pari a -0,1%, e una sostanziale stabilità del numero di imprese attive, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

La diminuzione regionale delle imprese registrate è concorde con l’andamento medio nazionale, ma meno intensa. Infatti, in Italia si osserva una diminuzione dell’1,1% per le imprese registrate e dello 0,8% per quelle attive.

A livello territoriale si rileva una diminuzione delle imprese attive nelle province di Savona e La Spezia (-0,6% per entrambe rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente) e un loro aumento ad Imperia (+0,3%) e a Genova (+0,2%).

A livello settoriale, in Liguria, le imprese attive diminuiscono nei seguenti settori: «Agricoltura» (-2,2%), «Industria in senso stretto» (-0,2%), «Commercio» (-1,7%), categoria residuale «Altri settori» (-39,6%).

Si rilevano invece incrementi per quanto riguarda i seguenti settori:

  • «Costruzioni»: +0,3%;
  • «Trasporti e magazzinaggio»: +0,1%;
  • «Servizi di alloggio e ristorazione»: +0,6%;
  • «Altri servizi alla persona»: +1,2%;
  • «Servizi alle imprese»: +2,1%.

Il numero delle imprese a carattere artigiano è in lieve diminuzione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (-0,3% per le imprese sia registrate che attive). Per entrambi gli stock, il calo è meno intenso della corrispettiva flessione nazionale.

La dinamica negativa interessa maggiormente le province di Savona e La Spezia, con riferimento ad entrambi gli stock considerati; a Genova si osserva una diminuzione più lieve, in relazione ad entrambe le variabili, e a Imperia si registra invece un loro aumento.

In termini tendenziali, il tasso di artigianalità della regione diminuisce leggermente, attestandosi su un valore di 27,2%. L’indicatore rimane invariato solo nel settore «agricoltura» e si riduce in tutti gli altri settori.

Il settore del commercio registra un calo del numero delle imprese sia registrate che attive (rispettivamente -1,4% e -1,7%). La flessione regionale è meno intensa di quella osservata a livello nazionale per entrambi gli stock.

La dinamica negativa coinvolge, per entrambi gli stock, tutte le province della regione. La Spezia presenta le diminuzioni più intense sia per le imprese registrate che per le imprese attive.

In termini sub-settoriali, le imprese attive operanti nel commercio al dettaglio (escluso quello di autoveicoli e motocicli) sperimentano la contrazione più intensa (-2,3%), seguite dalle imprese operanti nel commercio all’ingrosso (escluso quello di autoveicoli e motocicli), dove la diminuzione è pari all’1,1%.

Nel I trimestre 2025, il numero di startup innovative in Liguria aumenta del 4,1% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Aumenta anche la quota delle startup innovative sul totale nazionale (+0,20 punti percentuali).

Nello specifico, il numero di startup innovative della regione è pari a 253 unità (12° valore tra le regioni italiane). L’83,0% di esse è concentrato nella provincia di Genova, a cui seguono, per intensità decrescente, Imperia (7,1% delle unità complessive), Savona (5,1%) e La Spezia (4,7%).

Nel trimestre in esame, il numero di PMI innovative in Liguria aumenta dell’1,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Diminuisce invece la quota delle PMI innovative sul totale nazionale (-0,07 punti percentuali).

Nello specifico, il numero di PMI innovative della regione è pari a 63 unità (11° valore tra le regioni italiane). Il 93,7% di esse è concentrato nella provincia di Genova, cui seguono, per intensità decrescente, La Spezia (4,8% delle unità complessive) e Savona (1,6%). Nella provincia di Imperia non si registra alcuna PMI innovativa.


Export Liguria e Italia (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Coeweb (Istat)
Import Liguria e Italia (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Coeweb (Istat)
Export UE ed Extra UE Liguria (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Coeweb (Istat)
Import UE ed Extra UE Liguria (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Coeweb (Istat)
Bilancia Commerciale Liguria e Italia (Export - Import; valori in milioni di euro)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Coeweb (Istat)
28 marzo 2025

Commercio estero - IV trimestre 2024

Tag: commercio estero

 

I dati utilizzati nella presente nota sono provvisori (scaricati in data 11 marzo 2025)


La dinamica tendenziale dell’export ligure per il IV trimestre 2024 appare negativa: le esportazioni diminuiscono del 32,2% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Anche le importazioni segnano una diminuzione, seppur lieve (-0,3%).

Nel IV trimestre 2024 le esportazioni e le importazioni liguri registrano andamenti diversi nei cinque continenti.

In termini di esportazioni le variazioni sono negative in America (-75,3%), in Asia (-20,3%), e in Oceania e altri territori (-5,1%). Sono invece in crescita i flussi verso l’Europa (+7,7%) e verso l’Asia (+1,0). Nel trimestre esaminato l’Europa rappresenta la destinazione più importante per l’export ligure, con una quota pari al 57,4% dei flussi totali.

In termini di destinazioni, l’export ligure diminuisce verso l’Africa settentrionale (-8,8%), l’America settentrionale (-80,1%) e centro meridionale (-15,5%), il Medio Oriente (-3,1%), l’Asia orientale (-43,2%), e l’Oceania e altri territori (-5,1%).

La diminuzione delle esportazioni regionali (-32,2%) è attribuibile maggiormente alla provincia di Genova (-48,9%) – che vale per il 51% delle esportazioni regionali del trimestre – e, in misura minore, a Savona (-1,1%). Nelle altre due province si registrano invece incrementi, secondo le seguenti percentuali: Imperia (+4,3%) e La Spezia (+9,8%).

Per quanto riguarda le categorie merceologiche, a livello regionale, il calo dell’export è comune a tutte le categorie. I prodotti manifatturieri, che rappresentano l’85,0% dei flussi in uscita del trimestre, diminuiscono del 35,6%. Tra le altre categorie, i cali sono pari a: -1,8% per i prodotti dell’agricoltura e della pesca, -22,6% per i minerali, e -3,9% per la categoria residuale «altro».

I flussi in import diminuiscono dai seguenti mercati di origine: dagli altri Paesi africani (-12,1%), dall’America settentrionale (-5,7%), dall’America centro meridionale (-28,2%) e dal Medio Oriente (-52,1%). Analizzando i cinque continenti, le variazioni negative si rilevano dai seguenti continenti: Africa (-2,7%), America (-14,8%) e Asia (-25,4%). Un incremento si osserva invece dall’Europa (+25,0%) – che rappresenta la maggior quota dei flussi in entrata totali della regione (42,6%) – e dall’Oceania e altri territori (+690,6% – i flussi rappresentano però una quota solo minima dell’import regionale, pari allo 0,6% del totale).

La diminuzione delle importazioni regionali (-0,3%) interessa le province di Savona (-1,4%) e della Spezia (-37,9%). Si osserva invece una crescita nelle province di Imperia (+11,3%) e di Genova (+9,0%).

In termini di categorie merceologiche si rileva una diminuzione solo dei minerali (-26,5%), che valgono per il 42,2% dei flussi di import regionali totali. Si rileva invece un incremento nelle importazioni dei prodotti manufatturieri (+18,4%), che valgono per il 52,0% dei flussi regionali totali, dei prodotti dell’agricoltura e della pesca (+28,5%) e della categoria residuale «altro» (+8,8%).

Complessivamente la bilancia commerciale del trimestre, ossia il saldo tra il valore delle esportazioni e quello delle importazioni relativamente alle sole merci, resta negativa (-1,4 miliardi di euro) e peggiora rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (-545 milioni). La diminuzione delle importazioni regionali (-0,3%) è risultata meno intensa della contrazione delle esportazioni (-32,2%), portando ad un peggioramento tendenziale del saldo di bilancia commerciale regionale.


Occupati in Liguria e Italia (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Istat
Tasso di disoccupazione in Liguria e Italia (variazioni tendenziali in punti percentuali)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Istat
Tasso di inattività in Liguria e Italia (variazioni tendenziali in punti percentuali)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Istat
27 marzo 2025

Mercato del lavoro - IV trimestre 2024

Tag: mercato del lavoro

 

I dati qui riportati fanno riferimento alla nuova serie storica pubblicata da Istat a partire dall'11 marzo 2022, a seguito della revisione della Rilevazione sulle Forze Lavoro.


Il livello dei tassi di occupazione, disoccupazione e inattività colloca la Liguria, come d’abitudine, in una posizione intermedia tra le performance del Nord-Ovest (migliori) e quelle dell’Italia nel suo complesso (peggiori).

In termini di dinamica, i tassi riferiti alla Liguria mostrano un decremento per il tasso di occupazione (-0,5 punti percentuali) e per il tasso di disoccupazione (-0,4 punti percentuali) e un incremento per il tasso di inattività (+0,9 punti percentuali).

Il decremento del tasso di occupazione è concorde con l’andamento del Nord-Ovest, ma in contrasto con la crescita osservata in Italia. La diminuzione del tasso di disoccupazione è invece concorde a quella di entrambi i contesti territoriali di riferimento, ma meno intensa. Il tasso di inattività, infine, presenta un incremento che risulta concorde con l’andamento sia nazionale che del Nord-Ovest.

Nel IV trimestre 2024 in Liguria le forze lavoro diminuiscono rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-8 mila unità, ossia -1,1%). Contemporaneamente si registra un aumento della popolazione inattiva (+1,8%, equivalente a circa 14 mila unità in più).

Per quanto riguarda la forza lavoro, diminuiscono sia gli occupati (-0,7%, ossia circa 4 mila unità in meno), sia le persone in cerca di occupazione (-8,6%, ossia circa 3 mila unità in meno).

Con riferimento alla popolazione inattiva, invece, si evidenzia un aumento delle persone che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare (+15 mila unità, ossia +6,9%) e una diminuzione delle forze di lavoro potenziali (-5 mila unità, ossia -15,3%).

La dinamica negativa degli occupati (-0,7%) è attribuibile alla componente femminile (-2,5%), a fronte dell’aumento registrato per la partizione maschile (+0,8%). A livello settoriale l’andamento negativo è riconducibile ai comparti dell’agricoltura (-12,1%), dell’industria (-0,9%) e dei servizi (-0,4%). All’interno del comparto dell’industria si registra però un aumento per le costruzioni (+32,5%). Nei servizi la variazione negativa è parzialmente compensata dall’andamento del commercio e delle attività di alloggio e ristorazione (+2,5%).

Risulta in diminuzione, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il numero degli occupati alle dipendenze (-3,3%). In questo caso la diminuzione deriva quasi esclusivamente dalla variazione dell’occupazione femminile (-6,6% rispetto al -0,1% della partizione maschile). Il numero degli occupati alle indipendenze, invece, registra una crescita (+7,7%).

Per quanto riguarda i disoccupati, il decremento è riconducibile alla diminuzione delle categorie: disoccupati ex-occupati (-17,9%) e disoccupati ex-inattivi (-32,1%). Aumentano invece i disoccupati senza esperienza di lavoro (+88,3%).