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I dati dell'economia ligure - Note periodiche

In questa sezione è possibile consultare le più recenti analisi prodotte da Liguria Ricerche riguardo ai dati trimestrali e annuali di fonte ufficiale relativi ai principali aspetti dell'economia ligure e in confronto con altre realtà territoriali.

E' possibile visualizzare i grafici e le note di commento per tematica e/o per trimestre di riferimento e accedere

sia alla versione più recente delle analisi prodotte per ciascuna tematica, sia alle edizioni precedenti. Le analisi verranno periodicamente aggiornate con i dati progressivamente disponibili.

Imprese attive in Liguria e Italia (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Movimprese (Infocamere)
Imprese attive per settore in Liguria e Italia nel II trimestre 2022 (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Movimprese (Infocamere)
Imprese artigiane in Liguria e Italia (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Movimprese (Infocamere)
3 novembre 2022

Imprese - III trimestre 2022

Tag: imprese

In Liguria, nel III trimestre del 2022, continua il trend di decrescita iniziato nel I trimestre dell’anno, complici anche la guerra ed il caro energia: nello specifico, lo stock di imprese registrate segna una diminuzione pari allo 0,6% e le imprese attive calano dell’1,7% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

La diminuzione regionale è coerente con l’andamento medio nazionale, sebbene presenti livelli di intensità opposti: la diminuzione dello stock di imprese registrate, infatti, risulta meno intensa della media italiana (pari a -1,1%), mentre per le imprese attive il calo ligure presenta un’intensità maggiore di quasi un punto percentuale rispetto al dato nazionale (pari a -0,8%).

A livello territoriale il decremento delle imprese attive interessa tutte le quattro province liguri: Imperia presenta il calo più significativo (-3,0% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente), seguita da Savona (-2,1%), La Spezia (-1,7%) e Genova (-1,1%).

A livello settoriale, in Liguria, le imprese attive diminuiscono nei seguenti settori: «Agricoltura» (-1,9%), «Industria in senso stretto» (-3,3%), «Costruzioni» (-1,1%) «Commercio» (-3,4%), «Trasporti e magazzinaggio» (-3,6%), «Servizi di alloggio e ristorazione» (-1,0%). Rimane invece invariato il numero di imprese della categoria «Altri servizi alla persona».

Infine, si rilevano incrementi per quanto riguarda i seguenti settori:

  • «Servizi alle imprese»: +0,3%;
  • Categoria residuale «altri servizi»: +42,6%.

Il numero delle imprese a carattere artigiano è in diminuzione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (-0,7% sia per le imprese registrate che per quelle attive). Per entrambi gli stock, il decremento risulta inferiore alla media nazionale.

La dinamica negativa interessa tre province liguri, con riferimento ad entrambi gli stock considerati; l’unica eccezione è rappresentata da Genova, dove si registra una crescita dei due aggregati (+1,1% sia per le imprese registrate che per le attive).

In termini tendenziali, il tasso di artigianalità della regione rimane invariato, con un valore di 26,8%. L’indicatore migliora nei settori «costruzioni» e nella categoria residuale «altri settori», rimane invariato nei settori «agricoltura» e «commercio» e si riduce nei settori rimanenti.

Il settore del commercio registra un calo del numero delle imprese sia registrate (-2,2%) che attive (-3,4%). Nel caso delle imprese attive, la flessione regionale è più intensa di quella sperimentata a livello nazionale (-2,5%) mentre la situazione opposta si rileva per le imprese registrate (media nazionale: -2,7%).

La dinamica negativa coinvolge, per entrambi gli stock, tutte le province della regione. Imperia presenta, in entrambi i casi, la dinamica negativa più intensa.

In termini sub-settoriali, le imprese attive operanti nel commercio all’ingrosso (escluso quello di autoveicoli e motocicli) sperimentano la contrazione più intensa (-4,2%), seguite dalle imprese operanti nel commercio al dettaglio (escluso quello di autoveicoli e motocicli), dove la diminuzione è pari a -3,2%.

Nel III trimestre 2022, il numero di startup innovative in Liguria aumenta del 5,8% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Aumenta anche il rapporto delle startup innovative sul totale nazionale, sebbene solo leggermente (+0,02%).

Nello specifico, il numero di startup innovative della regione è pari a 255 unità (15° valore tra le regioni italiane). L’80,0% di esse è concentrato nella provincia di Genova a cui seguono, per intensità decrescente, La Spezia (con 7,8% delle unità complessive), Savona (6,3%) e Imperia (5,9%).


Arrivi e presenze in Liguria (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Regione Liguria
Arrivi in Liguria - Composizione per provenienza
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Regione Liguria
Presenze in Liguria - Composizione per provenienza
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Regione Liguria
4 ottobre 2022

Turismo - II trimestre 2022

Tag: turismo

 

I dati qui riportati sono di fonte Regione Liguria. È stata scelta questa fonte per l’elaborazione delle note trimestrali per garantire la migliore tempestività del dato e l’approfondimento a livello provinciale. I dati qui utilizzati fanno riferimento al report pubblicato in data 26 settembre 2022.


Nel II trimestre 2022 il settore turistico consolida la propria ripresa: rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra un aumento sia degli arrivi (+94,0%) sia delle presenze (+95,3%). La permanenza media è di 2,8 notti per cliente arrivato nella struttura ricettiva.

L’incremento dei flussi interessa maggiormente la componente straniera, per la quale si registra un aumento pari al 309,9% per gli arrivi e al 304,3% per le presenze. Risulta comunque in crescita anche il turismo nazionale: +37,7% per gli arrivi e +38,2% per le presenze.

A livello locale, la dinamica complessiva è positiva in tutte le province liguri. L’intensità maggiore si registrata nella Spezia (+133,0% per gli arrivi e +133,4% per le presenze), a cui seguono Genova ed Imperia (con percentuali di poco superiore al 100% per entrambi i flussi). Savona presenta invece la crescita meno significativa (+59,6% per gli arrivi e +67,2 per le presenze).

Il settore alberghiero chiude il II trimestre del 2022 con risultati positivi in termini sia di arrivi (+89,0%) che di presenze (+97,1%).

La permanenza media è di 2,6 notti per cliente.

A livello territoriale la dinamica positiva interessa i flussi complessivi in tutte le province liguri. Nello specifico, La Spezia registra gli incrementi di intensità maggiore in relazione sia agli arrivi (+117,9%) che alle presenze (+118,6%). Savona, al contrario, registra l’incremento dei flussi turistici meno intenso (arrivi: +57,9%; presenze: +69,4%).

Anche nel settore extra alberghiero si registrano risultati positivi, sebbene si tratti di valori assoluti più contenuti rispetto all’alberghiero. Nello specifico, gli arrivi aumentano del 104,8% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente e le presenze del 92,4%; nel caso degli arrivi, la percentuale positiva registrata dal settore extra alberghiero è superiore alla corrispettiva rilevata nel settore alberghiero.

La permanenza media è più elevata di quella registrata per il settore alberghiero e pari a 3,2 notti per ospite.

Tutte le province liguri sono interessate dall’incremento. La Spezia presenta la crescita più significativa in termini sia di arrivi (+146,8%) che di presenze (+146,3%).


Occupati in Liguria e Italia (variazioni tendenziali %)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Istat
Tasso di disoccupazione in Liguria e Italia (variazioni tendenziali in punti percentuali)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Istat
Tasso di inattività in Liguria e Italia (variazioni tendenziali in punti percentuali)
Fonte: Elaborazioni Liguria Ricerche su dati Istat
20 settembre 2022

Mercato del lavoro - II trimestre 2022

Tag: mercato del lavoro

 

I dati qui riportati fanno riferimento alla nuova serie storica pubblicata da Istat a partire dall'11 marzo 2022, a seguito della revisione della Rilevazione sulle Forze Lavoro.


Il livello dei tassi di occupazione e disoccupazione colloca la Liguria, come d’abitudine, in una posizione intermedia tra le performance del Nord Ovest (migliori) e quelle dell’Italia nel suo complesso (peggiori). Il livello del tasso di inattività è invece il più basso dei tre contesti di riferimento.

In termini di dinamica, i tassi riferiti alla Liguria mostrano un incremento per il tasso di occupazione (+2,8 punti percentuali) ed un decremento per il tasso di disoccupazione (-1,6 punti percentuali) e di inattività (-1,9 punti percentuali).

L’incremento del tasso di occupazione risulta più intenso della variazione registrata dai due contesti territoriali di riferimento. Anche la diminuzione del tasso di disoccupazione, concorde con la media italiana e del Nord-Ovest, è in linea con la variazione nazionale e più intensa della diminuzione registrata dal Nord-Ovest. Anche per il tasso di inattività l’andamento regionale ricalca quello dei comparti di riferimento, mostrando la decrescita più intensa.

Nel II trimestre 2022 la Liguria registra un incremento della forza lavoro (+3,4%, pari a circa 22 mila unità in più). Nel medesimo periodo si registra invece un calo della popolazione inattiva, pari a -2,7% ed equivalente a circa 23 mila unità in meno.

Per quanto riguarda la forza lavoro, aumentano gli occupati (+5,1%, ossia circa 31 mila unità in più) e diminuiscono le persone in cerca di occupazione (-15,3%, ossia circa 9 mila unità in meno).

Con riferimento alla popolazione inattiva, invece, si evidenzia un decremento sia delle forze di lavoro potenziali (-14 mila unità, ossia -28,2%) sia delle persone che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare (-4 mila unità, ossia -1,8%).

La dinamica positiva degli occupati (+5,1%) si deve maggiormente alla componente maschile (+7,2%) e in misura minore a quella femminile (+2,5%).

A livello settoriale l’andamento positivo è riconducibile a tutti i macro-comparti, con la sola eccezione dell’agricoltura, che registra una variazione negativa del 45,0%. L’industria presenta una crescita pari al 5,6%, trainata soprattutto dal comparto delle costruzioni (+25,7%), mentre i servizi segnano un incremento del 6,7%.

Risulta in crescita, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, anche il numero degli occupati alle dipendenze (+6,0%). Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un incremento tendenziale decisamente maggiore per la componente maschile (+11,1% rispetto al +0,7% della partizione femminile).

Per quanto riguarda i disoccupati, la loro riduzione è dovuta al calo dei disoccupati ex-inattivi (-49,3%) e dei disoccupati senza esperienze di lavoro (-30,5%), mentre aumentano i disoccupati ex-occupati (+13,9%).