In questa sezione è possibile consultare le più recenti analisi prodotte da Liguria Ricerche riguardo ai dati trimestrali e annuali di fonte ufficiale relativi ai principali aspetti dell'economia ligure e in confronto con altre realtà territoriali.
E' possibile visualizzare i grafici e le note di commento per tematica e/o per trimestre di riferimento e accedere
sia alla versione più recente delle analisi prodotte per ciascuna tematica, sia alle edizioni precedenti. Le analisi verranno periodicamente aggiornate con i dati progressivamente disponibili.
I dati qui riportati fanno riferimento alla nuova serie storica pubblicata da Istat a partire dall'11 marzo 2022, a seguito della revisione della Rilevazione sulle Forze Lavoro.
Per il I
trimestre 2026, il livello dei tassi di riferimento (occupazione e disoccupazione)
colloca la Liguria, come d’abitudine, al di sopra delle performance dell’Italia
nel suo complesso, ma al di sotto delle performance del Nord-ovest. Solo il
tasso di inattività risulta inferiore ad entrambi contesti territoriali di
riferimento.
In termini di
dinamica, i tassi riferiti alla
Liguria mostrano un peggioramento: si registra un leggero calo tendenziale per il tasso di occupazione (-0,4
punti percentuali) e un incremento del tasso di disoccupazione (+0,6 punti
percentuali); risulta stabile il tasso di inattività.
La
diminuzione tendenziale del tasso di occupazione e la crescita del tasso di
disoccupazione sono peraltro in controtendenza rispetto alle variazioni
registrate in Italia e nel Nord-ovest. La stabilità del tasso di inattività è
invece un segnale migliore rispetto all’aumento registrato nei territori di
riferimento.
Nel I trimestre 2026 in Liguria le forze lavoro
aumentano leggermente rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente
(circa 4.300 unità in più, ossia +0,6%). Contemporaneamente, si registra un
leggero calo della popolazione inattiva (-0,6% pari a circa 5 mila unità in meno).
Per quanto riguarda la forza lavoro, gli occupati restano stabili (+0%, pari
a circa 200 unità in più) e crescono le persone in cerca di occupazione (+11,9%, ossia circa 4.100 unità
in più).
Con riferimento alla popolazione inattiva, invece, si evidenzia un calo delle forze di lavoro potenziali (circa 5.100 unità in meno, ossia -14,0%) e un aumento delle persone che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare (+4.400 unità circa, pari a +2,1%).
La stabilità
degli occupati è il risultato di un
incremento registrato per la componente femminile
(+2,5%) e di una riduzione per la componente maschile (-1,9%).
A livello
settoriale, si rileva un
incremento nei comparti dell’industria (+6,2%) e dell’agricoltura (+55,7%), compensato dal calo
nel settore dei servizi (-2,3%). All’interno dei
servizi, il commercio e le attività di alloggio e ristorazione registrano una
particolare contrazione dell’occupazione (-7,1%).
Risulta leggermente in aumento, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente,
il numero degli occupati alle dipendenze
(+0,5%). Anche in questo caso l’incremento deriva dalla crescita della
partizione femminile (+3,9%), contrastato dal calo della componente maschile
(-2,5%).
Il numero degli occupati alle indipendenze registra
invece una diminuzione (-1,6%).
Per quanto riguarda i disoccupati, la crescita (+11,9%) è riconducibile a tutte e tre le
categorie, in particolare alla categoria dei disoccupati senza esperienza di
lavoro (+16,2%) e dei disoccupati ex-inattivi (+15,0%). La disoccupazione
femminile cresce del 5,6%, a fronte dell’incremento del 20,4% di quella
maschile.
I dati utilizzati nella presente nota sono stati scaricati in data 30 giugno 2026.
N.B. : per i dati relativi all'import intra Ue del I trimestre 2026 si riscontra una temporanea sotto copertura territoriale (per dettagli si vedano le Note sui dati fornite da Istat).
La dinamica tendenziale dell’export ligure per
il I trimestre 2026 appare positiva: le esportazioni aumentano del 20,8%
rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Le importazioni segnano
invece un calo dell’11,8%.
Nel I
trimestre 2026 le esportazioni liguri registrano
un incremento verso tutti i continenti, mentre le importazioni crescono
da Oceania e altri territori, Asia e America e si riducono da Africa ed Europa.
In
termini di variazioni, le esportazioni verso l’Oceania sono cresciute del 65%,
verso l’Asia del 38,4%, verso l’America del 16,5%, verso l’Africa del 14,7% e
verso l’Europa del 13,3%.
In
termini di destinazioni, l’export
ligure aumenta verso tutte le destinazioni e, in particolare, verso il Medio
Oriente (+100,9%), l’Oceania e altri territori (+65,0%) e verso gli Altri paesi
africani (+62,2%).
L’incremento
delle esportazioni regionali
(+20,8%) è la sintesi di andamenti contrapposti registrati nelle province
liguri e deriva dall’incremento registrato per le province della Spezia
(+45,0%) e di Genova (+32,7%), parzialmente compensato dal calo registrato a
Savona ( -3,8%) e a Imperia (-2,6%).
Per quanto riguarda le categorie merceologiche, a livello regionale la crescita dei flussi
di export è influenzata maggiormente dall’incremento della categoria manufatti
(+21,1%), che costituiscono oltre l’85% dei prodotti complessivi in uscita
dalla regione. Aumentano anche le esportazioni di minerali (+17,4%), di
prodotti dell’agricoltura e della pesca (+13,5%) e della categoria residuale
Altro (+24,8%).
In
termini di importazioni, invece, le variazioni sono positive
dall’America (+10,5%), dall’Asia (+4,0%) – che rappresenta il 26,7% delle
importazioni liguri – e dall’Oceania e altri territori (+42,4%), mentre sono
negative dall’Europa (-9,8%) – che resta comunque la principale origine delle
importazioni liguri, con un peso del 41,3% – e dall’Africa (-36,1%).
Il calo
delle importazioni regionali (-11,8%) interessa tutte le province liguri
fatto salvo quella della Spezia (+6,8%).
In termini di categorie merceologiche si rileva
che le importazioni di prodotti manifatturieri diminuiscono dello 0,9%:
tale categoria rappresenta oltre il 65% dei flussi regionali totali. Si
riducono inoltre le importazioni dei prodotti dell’agricoltura e della pesca
(-33,8%), e di minerali (-25,0%). Compensa parzialmente la crescita della
categoria residuale Altro.
Complessivamente la bilancia commerciale del trimestre, ossia il
saldo tra il valore delle esportazioni e quello delle importazioni
relativamente alle sole merci, resta negativa (-770 milioni di euro), ma migliora rispetto allo stesso
trimestre dell’anno precedente (-1,5 miliardi). Nel complesso, la crescita delle esportazioni regionali e la simultanea
riduzione delle importazioni hanno portato ad un miglioramento tendenziale del
saldo di bilancia commerciale regionale.
In Liguria, nel I trimestre del 2026, si registra una variazione
negativa dello stock di imprese registrate (-1,1%) rispetto allo stesso
trimestre dell’anno precedente, associata ad una contrazione di egual misura
del numero delle imprese attive.
L’andamento medio nazionale, indica una diminuzione più contenuta, pari
allo 0,9% sia per le imprese registrate che per le imprese attive.
A livello territoriale si rileva una diminuzione delle imprese registrate in tutte le province
liguri: provincia di Imperia (-2,7% rispetto allo stesso trimestre dell’anno
precedente), Savona (-2,5%), La Spezia (-1,4%). Nella provincia di Genova la
contrazione è contenuta a -0,1%.
A livello settoriale, in Liguria, le imprese registrate diminuiscono nei seguenti settori: «Commercio» (-3,4%) «Agricoltura» (-2,3%), «Costruzioni» (-2,0%) e
«Industria in senso stretto» (-1,7%).
Si rilevano invece incrementi per quanto riguarda i seguenti settori:
·
«Altro»:
+0,7%
·
«Altri servizi»: +0,6%
Il numero delle imprese a carattere artigiano a livello regionale
è in diminuzione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (-1,4% per
le imprese registrate e -1,4% per le attive). Per entrambi gli stock, il calo è
meno intenso della corrispettiva flessione nazionale (pari a -1,6% per entrambe
le variabili).
La dinamica negativa interessa maggiormente le province di Savona (-3,4%
per entrambi gli stock), della Spezia (-3,2% per le imprese registrate e -3,1%
per le attive) e di Imperia (-3,1% per le registrate e -3,0% per le attive); a
Genova si osservano invece leggeri incrementi (+0,3% in entrambe le variabili).
In termini tendenziali, il tasso di artigianalità della regione
resta stabile rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, attestandosi
su un valore del 27,2%. L’indicatore cresce per il settore «Costruzioni» e
nella categoria residuale «Altro». Rimane invariato nei settori «Agricoltura»,
«Industria in senso stretto» e «Commercio» e si riduce per la categoria «Altri servizi».
Nel I trimestre 2026, il numero di startup innovative in Liguria
si riduce dell’1,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. La
quota delle startup innovative sul totale nazionale rimane invariata.
Nello specifico, il numero di startup innovative della regione è pari a
249 unità (12° valore tra le regioni italiane). L’87,6% di esse è concentrato
nella provincia di Genova, a cui seguono, per intensità decrescente, Imperia
(4,8% delle unità complessive), La Spezia (4,0%) e Savona (3,6%).
Nel I trimestre 2026, il numero di PMI innovative in Liguria,
rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, cresce di 2 unità, ma
diminuisce la quota delle PMI innovative sul totale nazionale (-0,1 punti
percentuali).
Nello specifico, il numero di PMI innovative della regione è pari a 65
unità (11° valore tra le regioni italiane). Il 95,4% di esse è concentrato
nella provincia di Genova, cui seguono, per intensità decrescente, La Spezia
(3,1% delle unità complessive) e Savona (1,5%). Nella provincia di Imperia non
si registra alcuna PMI innovativa.