In questa sezione è possibile consultare le più recenti analisi prodotte da Liguria Ricerche riguardo ai dati trimestrali e annuali di fonte ufficiale relativi ai principali aspetti dell'economia ligure e in confronto con altre realtà territoriali.
E' possibile visualizzare i grafici e le note di commento per tematica e/o per trimestre di riferimento e accedere
sia alla versione più recente delle analisi prodotte per ciascuna tematica, sia alle edizioni precedenti. Le analisi verranno periodicamente aggiornate con i dati progressivamente disponibili.
In Liguria, nel IV trimestre del 2025, non si registra alcuna variazione
dello stock delle imprese registrate, ma una lieve contrazione del
numero di imprese attive, pari a -0,3%, rispetto allo stesso trimestre
dell’anno precedente.
L’andamento medio nazionale, indica una diminuzione dello 0,5% per le
imprese sia registrate e dello 0,4% per le imprese attive.
A livello territoriale si rileva una diminuzione delle imprese registrate
nella provincia di Savona (-0,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno
precedente) e Imperia ( -0,1%), una stabilità a Genova e una leggera crescita per
La Spezia (+0,6% in entrambe).
A livello settoriale, in Liguria, le imprese attive diminuiscono
nei seguenti settori: «Commercio»
(-2,5%) «Agricoltura» (-1,9%), «Industria in senso stretto»
(-1,1%), «Trasporti e magazzinaggio» (-0,6%). Il settore «Costruzioni» rimane
invariato.
Si rilevano invece incrementi per quanto riguarda i seguenti settori:
·
«Altri servizi alla persona»: +1,1%
·
«Servizi alle imprese»: +2,2%
·
Categoria
residuale «Altri settori»: +300,0%
Il numero delle imprese a carattere artigiano a livello regionale è in diminuzione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (-0,5% per le imprese registrate e -0,4% per le attive). Per entrambi gli stock, il calo è meno intenso della corrispettiva flessione nazionale (pari a -1,4% per entrambe le variabili).
La dinamica negativa interessa maggiormente le province di Savona (-1,6%
per le registrate e -1,7% per le attive) e della Spezia (-0,8% per entrambe); a
Imperia si osservano invece diminuzioni più lievi, in relazione ad entrambe le
variabili, mentre Genova mostra una sostanziale stabilità.
In termini tendenziali, il tasso di artigianalità della regione
diminuisce leggermente rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente,
attestandosi su un valore del 27,2%. L’indicatore cresce
per il settore «Trasporti
e magazzinaggio», rimane
invariato nei settori «Commercio» e nella categoria residuale «Altri» e si riduce nei settori rimanenti.
Il settore del commercio registra un calo del numero delle
imprese sia registrate che attive (-1,7% e -2,5% rispettivamente). La flessione
regionale è meno intensa di quella osservata a livello nazionale, pari a -2,3%
per entrambi gli stock.
La dinamica negativa coinvolge, per entrambi gli stock, tutte le
province della regione. La Spezia presenta la diminuzione più intensa sia per
le imprese attive che per le imprese registrate.
In termini sub-settoriali, le imprese operanti nel commercio
all’ingrosso (escluso quello di autoveicoli e motocicli) diminuiscono del 4,1%,
seguite dalle imprese attive operanti nel commercio al dettaglio (escluso
quello di autoveicoli e motocicli), che sperimentano una contrazione del -2,1%;
infine troviamo le imprese che operano nel commercio all’ingrosso e al
dettaglio e riparazioni di autoveicoli e motocicli con un calo dello 0,6%.
Nel IV trimestre 2025, il numero di startup innovative in Liguria
aumenta del 2,0% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. La quota
delle startup innovative sul totale nazionale rimane pressoché invariata (+0,1
punti percentuali).
Nello specifico, il numero di startup innovative della regione è pari a
253 unità (12° valore tra le regioni italiane). L’87,0% di esse è concentrato
nella provincia di Genova, a cui seguono, per intensità decrescente, Imperia
(6,3% delle unità complessive), Savona (3,6%) e La Spezia (3,2%).
Nel IV trimestre 2025, il numero di PMI innovative in Liguria
rimane invariato rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, ma
diminuisce la quota delle PMI innovative sul totale nazionale (-0,16 punti
percentuali).
Nello specifico, il numero di PMI innovative della regione è pari a 63
unità (11° valore tra le regioni italiane). Il 95,2% di esse è concentrato
nella provincia di Genova, cui seguono, per intensità decrescente, La Spezia
(3,2% delle unità complessive) e Savona (1,6%). Nella provincia di Imperia non
si registra alcuna PMI innovativa.
In Liguria, nel III trimestre del 2025, si registra una piccola
diminuzione dello stock di imprese registrate (-0,2%) e una lieve
contrazione del numero di imprese attive, pari a -0,1%, rispetto allo
stesso trimestre dell’anno precedente.
La diminuzione regionale delle imprese attive è concorde con
l’andamento medio nazionale, ma meno intensa. Infatti, in Italia si osserva una
diminuzione dello 0,6% per le imprese sia registrate che attive.
A livello territoriale si rileva una diminuzione delle imprese
attive nella provincia di Savona (-0,7% rispetto allo stesso trimestre
dell’anno precedente), una stabilità a Genova e una leggera crescita a Imperia
e La Spezia (+0,1% in entrambe).
A livello settoriale, in Liguria, le imprese attive diminuiscono
nei seguenti settori: «Agricoltura»
(-1,5%), «Industria in senso stretto» (-0,6%), «Costruzioni» (-0,3%), «Commercio» (-1,8%) e «Servizi di alloggio e ristorazione» (-0,1%)
Si rilevano invece incrementi per quanto riguarda i seguenti settori:
·
«Trasporti e magazzinaggio»: +0,2%
·
«Altri servizi alla persona»: +1,0%
·
«Servizi alle imprese»: +2,4%
·
Categoria
residuale «Altri settori»: +100,0%
Il numero delle imprese a carattere artigiano è in diminuzione
rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (-0,7% per le imprese
sia registrate che attive). Per entrambi gli stock, il calo è meno intenso
della corrispettiva flessione nazionale (dell’1,3%).
La dinamica negativa interessa maggiormente le province della Spezia
(-2,1%) e di Savona (-1,5%), con riferimento ad entrambi gli stock considerati;
a Genova e Imperia si osservano invece diminuzioni più lievi, in relazione ad
entrambe le variabili.
In termini tendenziali, il tasso di artigianalità della regione
diminuisce leggermente rispetto al relativo trimestre dell’anno precedente,
attestandosi su un valore di 27,2%. L’indicatore rimane invariato nei settori «commercio» e «trasporti e magazzinaggio» e si riduce nei settori
rimanenti.
Il settore del commercio registra un calo del numero delle
imprese sia registrate che attive (-1,8% per entrambi gli stock). La flessione
regionale è meno intensa di quella osservata a livello nazionale per entrambi
gli stock.
La dinamica negativa coinvolge, per entrambi gli stock, tutte le
province della regione. La Spezia presenta la diminuzione più intensa sia per
le imprese attive che per le imprese registrate.
In termini sub-settoriali, le imprese attive operanti nel commercio al
dettaglio (escluso quello di autoveicoli e motocicli) sperimentano la
contrazione più intensa (-2,4%), seguite dalle imprese operanti nel commercio
all’ingrosso (escluso quello di autoveicoli e motocicli), dove la diminuzione è
pari all’1,5%. Aumenta il commercio, all’ingrosso e al dettaglio e le
riparazioni di autoveicoli e motocicli dello 0,3%.
Nel III trimestre 2025, il numero di startup innovative in
Liguria cresce dello 0,8% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.
La quota delle startup innovative sul totale nazionale aumenta di 0,12 punti
percentuali.
Nello specifico, il numero di startup innovative della regione è pari a
247 unità (12° valore tra le regioni italiane). L’88,8% di esse è concentrato
nella provincia di Genova, a cui seguono, per intensità decrescente, Imperia
(6,5% delle unità complessive), Savona (4,0%) e La Spezia (3,6%).
Nel III trimestre 2025, il numero di PMI innovative in Liguria
rimane invariato rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, ma
diminuisce la quota delle PMI innovative sul totale nazionale (-0,10 punti
percentuali).
Nello specifico, il numero di PMI innovative della regione è pari a 62
unità (11° valore tra le regioni italiane). Il 93,5% di esse è concentrato
nella provincia di Genova, cui seguono, per intensità decrescente, La Spezia
(4,8% delle unità complessive) e Savona (1,6%). Nella provincia di Imperia non
si registra alcuna PMI innovativa.
I dati qui riportati fanno riferimento alla nuova serie storica pubblicata da Istat a partire dall'11 marzo 2022, a seguito della revisione della Rilevazione sulle Forze Lavoro.
Per il III trimestre 2025, il livello dei tassi di occupazione e di inattività colloca la Liguria, in modo inusuale, al di sopra delle performance del Nord-Ovest, oltre che di quelle dell’Italia nel suo complesso, che sono strutturalmente peggiori. Il livello del tasso di disoccupazione vede invece la Liguria, come d’abitudine, in una posizione intermedia tra le performance del Nord-Ovest (migliori) e quelle dell’Italia nel suo complesso (peggiori).
In termini di
dinamica, i tassi riferiti alla
Liguria mostrano un incremento per
il tasso di occupazione (+1,8 punti percentuali) e un decremento per il tasso
di disoccupazione (-0,2 punti percentuali) e di inattività (-1,7 punti
percentuali).
Un buon
segnale arriva dal tasso di occupazione, che cresce in Liguria rispetto allo
stesso trimestre dell’anno precedente, mentre diminuisce nel Nord-Ovest e resta
pressoché invariato in Italia. La diminuzione del tasso di disoccupazione è inoltre
superiore alle riduzioni registrate in Italia e nel Nord-Ovest. Il tasso di
inattività presenta infine una diminuzione molto più intensa rispetto
all’Italia (dove è quasi nulla) e in controtendenza rispetto al leggero
incremento registrato nel Nord-Ovest.
Nel III trimestre 2025 in Liguria le forze lavoro
aumentano rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+21,5 mila
unità, ossia +3,2%). Contemporaneamente, si registra un calo della popolazione inattiva (-2,6%, equivalente a circa 2,1
mila unità in meno).
Per quanto riguarda la forza lavoro, aumentano gli occupati (+3,4%, ossia
circa 22 mila unità in più) e diminuiscono le persone in cerca di occupazione (-2,1%, ossia circa 1.000 unità
in meno).
Con riferimento alla popolazione inattiva, invece, si evidenzia un aumento delle forze di lavoro potenziali (+6 mila unità, ossia +22,6%) e una diminuzione delle persone che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare (-21 mila unità, ossia -9,1%).
La dinamica positiva degli occupati (+3,4%) è maggiormente trainata dalla componente femminile (+4,0%); la partizione maschile cresce anch’essa, ma leggermente meno (+3,0%). A livello settoriale, l’andamento positivo è riconducibile ai comparti dell’industria (+12,6%) e dell’agricoltura (+4,7%). All’interno dei servizi (che crescono dell’1,1%), il commercio e le attività di alloggio e ristorazione diminuiscono (-1,6%).
Risulta in aumento, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il numero degli occupati alle dipendenze (+9,7%). In questo caso l’incremento deriva in misura maggiore dalla crescita della partizione maschile (+12,0%, rispetto a quella femminile che è pari al +7,2%).
Il numero degli occupati alle indipendenze registra una diminuzione (-13,7%).
Per quanto riguarda i disoccupati, il decremento (-2,1%) è riconducibile alla diminuzione della categoria dei disoccupati senza esperienza di lavoro (-32,6%). Aumentano invece i disoccupati ex-occupati (+8,9%) e i disoccupati ex-inattivi (+5,3%). La disoccupazione femminile diminuisce del 20,6%, mentre quella maschile aumenta del 13,6%.